Argilla, Mani e Sogni

Immagini e musica ideate e prodotte da ©️Paolo Montagni

Eli.Ca

Due pezzi della mia identità, separati da un punto. Il punto che c’è prima delle ripartenze, che segna la fine e l’inizio. Il punto di vista mio sul dare vita alle forme che la creta ti lascia fare, quando vuoi che diventi ceramica.

Alla scoperta delle radici arcaiche della forma, immersa nelle suggestioni delle terre che ho vissuto e che mi rendono viva, densa di ricordi e di progetti. L’ambizione di ricercare la radice antica della forma, dilatarla e farla mia, destrutturandola per renderla senza tempo. E proiettarla in un quotidiano di oggetti concreti, densi di tracce, di usi sovrapposti e di suggestioni. La poesia degli oggetti senza età, che le mani plasmano, guidati dal cuore.

La riscoperta

Amo da sempre l’arte. Ho voluto studiarla e ho saputo spiegarla, guidando le persone ad ammirarla. Ho sempre cercato di capire il bello e farlo mio, ritenendolo un lavoro degli altri. Mi sono ritagliata quindi un ruolo di spettatrice preparata, ammirata dei dettagli e apprendista di particolari. Ma la vita, dicevano, è un’altra cosa: è tracciare solchi concreti nelle strade del quotidiano, non solo sognare. E io l’ho fatto, per anni, contenta di essere io stessa fatica, sudore, parole e speranza. La lezione di mio padre: non c’è nulla di più nobile che sudare per ottenere sè stessi. Poi la fatica di rivedermi allo specchio diversa: le speranze del mio io profondo lasciate lì a rimpiangere, nell’angolo, tempi che non ci sarebbero mai stati e storie di finta speranza. Ho pensato che sudare è anche rischiare, che rompere le aspettative dello specchio che ci dipinge a volte libera la nostra vera anima. E ho trovato un’energia enorme: quella del rinnovamento. L’energia che sempre ho voluto lasciare inesplorata ora è libera, e aumenta sempre più, vuole un’altra me, altrove, dovunque, libera. E così volo, nella fantasia di chi cerca di dare un’età a forme senza tempo e le rende concrete, quotidiane, vive. La mia scommessa è questa: lasciarmi invadere dalla forza delle mie ispirazioni e creare mille forme concrete e disponibili al quotidiano di tutti. 

La spinta

Volevo dire qualcosa con le mani. E avevo paura delle mie parole. Solo quando ho deciso che il tempo per avere paura non c’è, allora è uscito: il fiato di tenebre tiepide e ricordi ancestrali mai provati, mescolato alla volontà di un futuro senza forma definitiva. Ed eccomi a creare.

L’idea

Ogni forma suggerisce una suggestione. I decori veneziani diventano così vestiti per la terra plasmata: portoni, scale, pavimenti, pietre grezze calpestate da secoli. Riportano in vita carezze dell’anima inaspettate, che invadono gli occhi senza definizioni temporali. E così i merletti antichi di Provenza o di Venezia, trovati nei mercatini delle cose dimenticate, ma piene di vita.

Scatole dei Sogni, Scartossi e Anfiteatri: i simboli delle radici classiche, avvolti da suggestioni senza tempo.

Scartosso

Un ricordo antico propone oggetti che diventano quotidiani: le  “impressioni” lasciano il loro segno, riproducendo merletti, decori, antichi bassorilievi. E le forme si abbandonano, perdendo il loro posto nel tempo.

La Battistina avvolgeva la verdura nella carta, dando forma a ricordi d’infanzia ora fermati dall’argilla.

Impressioni etrusche, tracce di merletti veneziani, pizzi di Provenza. Strati di bellezza in tempi sovrapposti: il senso di indefinito che si scioglie nei colori e nelle forme mai più vincolate a tempi e luoghi.

“Scartosso” con ricami veneti e “Goti” con la pelle dolce di Provenza. Non puoi che immaginare una locanda perduta nelle colline, il vino rosso a comandare i sensi e lo sguardo libero sull’orizzonte. La meraviglia del tempo immobile.

“Goto” vestito di tessuto giapponese e animato da smalto ocre di Provenza. Due mondi opposti e perfetti insieme, nello stesso sorso di infinito.

Scatole dei Sogni

Contenitori di metafore, spazio aperto alle infiltrazioni dei sogni. Le forme avvolte di tracce arcaiche e suggestioni di vita passata, si lasciano attraversare dalle scintille di intuizioni fugaci e dense di illuminazione.

 

Coda di Sirena

L’imperfezione ricercata come una merce preziosa parla il vero linguaggio delle cose vive. La curva del tempo immobile si piega e accarezza lo spazio di nuove immaginazioni. Impronte di mare antico si mescolano alle onde di un altro presente. 

Scartosso di pelle antica, spolverata di tempo immemore e consuetudini di festa felice.

In laboratorio